mercoledì 18 marzo 2009

Le Chat Noir


Il gatto nero era accovacciato sul muretto in via Pace 37.
Ignaro e indifferente osservava i passanti.
Al di là del cancello,loro non si accorgevano di lui.
Insensibile. Insensibili.

Passavo di là anch’io.

Via Pace da un lato è la via dell’Ospedale.
Dall’altro è la via dell’ex Itsos,abbandonato e desolante.
Quella vecchia struttura cade a pezzi solo a guardarla!
Degradata e lugubre da sempre,
è avvolta da un’inquieta e misteriosa atmosfera.

Il gatto nero era dal lato oscuro della Pace,
uscito forse da quella strana scuola fatiscente.
Sbadigliava.
Era nero come il gatto che avevo da bambina.
Si chiamava Rocky,come Rocky Balboa.
Probabilmente fu per quello che mi colpì tanto la sua presenza.
Mi fermai un istante.
Lui continuava a leccarsi,senza accorgersi che lo stavo guardando.
Poi ripresi a camminare e mentre gli passai di fronte,
i nostri sguardi s’incontrarono:occhi felini in occhi umani.

La sua espressione cambiò e si fece quasi di stupore.
Mi colpì perché assomigliò ad un’alzata di sopracciglio umano.
Fu come se quel gatto randagio fosse stato preso di sorpresa,
come se non si aspettasse di esser guardato,
in quel momento e in quel luogo.
Sembrò lusingato e lo espresse attraverso lo sguardo
e un lieve movimento del collo peloso.

Click!
Catturai quell’immagine da quel contesto e da quel momento.
Ingrandimento e cornice.

Per riguardarla sempre,mi basta trovarla nella memoria.


Nessun commento:

Posta un commento

Cosa ne pensi? Ti è piaciuto il post? Lascia un commento!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Designed ByBlogger Templates