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IL CAPPELLO A TUBA [Chapter 4]

E’ strano come,alle volte,siamo attirati da piccoli oggetti luccicanti.
A volte sono solo inganni dell’immaginazione,
altre volte sono riflessi argentei di luce.
A volte,invece,sono veri e propri
frammenti di passate realtà.

Capita spesso di rimanere ancora meravigliati davanti
a certe cose, proprio come succedeva al tempo dell’infanzia,
quando la curiosità ci portava a conoscere
gli angoli più introvabili del mondo intorno a noi.
Gli uomini però sono come isole sconosciute in mezzo ad un mare agitato: il vuoto.
Ogni persona così è un paesaggio da osservare e ascoltare profondamente.
Per capirne il senso della sua esistenza
in questa distesa ondosa di vuoto,bisogna fermarsi e
cercare di sentire il più possibile.
Ed è anche vero che non basta conoscere sé stessi
per capire il senso dell’esistenza altrui.

Ci si interessa di qualcuno che ci incuriosisce perché
veniamo attratti dalle particolarità del suo animo e
attraverso di esso scopriamo qualcosa in più anche su noi stessi.
Troviamo sempre nelle persone che stiamo conoscendo,
certe cose così piccole da non vedersi ma così luminose
da attrarci con una forza misteriosa e disorientante.
Questi luccichii sono quelli che io chiamo
frammenti di passate realtà.

Chissà quante emozioni abbiamo vissuto e
quante immagini ha immagazzinato
la nostra mente nel corso della vita?
Questo non ce lo svelerà mai nessuno.
Sappiamo però che tutto ciò che abbiamo vissuto e
che è entrato dentro di noi nel passato,
ci ha plasmato,ci ha resi come siamo nel presente.
E’ inevitabile che il passato luccichi ancora
sulla sfera del nostro presente cielo,
proprio come le stelle emanano la loro luce nell’universo,
attraverso i secoli…

Quella frase di Matilde che tanto mi stava incuriosendo e
che apriva a me un mondo sconosciuto,mi aveva fatto capire
che quegli acquarelli erano il simbolo di qualcosa che aveva
perduto nel passato e che voleva,ma non poteva,riavere.
Quegli acquerelli erano veri e propri
frammenti di passate realtà.




[to be continued...]

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