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IL CAPPELLO A TUBA [Chapter 2]

Non avevo mai sentito Matilde parlare di acquarelli fino ad allora.
Né ero mai venuta a sapere di quella sua passione infantile,
mai l’avevo sentita parlare di pittura.
Eppure doveva aver rappresentato un passaggio importante
per lei, se improvvisamente volle esordire con quella frase…
"Rivoglio gli acquarelli di quando ero piccola!”

Era una frase apparentemente insensata,ma se la disse
con quel tono aggressivo,ancor prima di avermi salutato,
forse un recondito segreto doveva pur nasconderlo.

Nel ‘Cafè du Impressionism’ c’eravamo solo
io e Matilde,quel pomeriggio.
Sorpresa e preoccupata,non potei evitare di chiederle se
si sentisse bene e se le fosse successo qualcosa di grave.
Scorgevo nei suoi brevi e bruschi gesti che era affannata
e molto contrariata.

Allora Matilde chiese un caffè al buon Mario,il barista
e per un attimo sul nostro tavolino scese un’imbarazzante silenzio.
Fu la calma prima della tempesta!

Quando arrivò il caffè,infatti,Matilde scoppiò a piangere.
Mi stupì vederla con gli occhi pieni di lacrime azzurre e pesanti.

Matilde aveva solo tanta voglia di innamorarsi.
Quella sua innocenza nel rivelarmi il desiderio di voler incontrare
una persona speciale,mi faceva molta tenerezza.
Eppure avrebbe dovuto solamente alzare il viso pieno di lacrime
per accorgersi che l’uomo della sua vita era appena entrato in quel bar.

Egli non sarebbe passato facilmente inosservato a chiunque!
Infatti indossava un capello a tuba nero,in stile ottocentesco
che era una rara eccezione per la moda di quei tempi.
Matilde aveva una sfrenata passione per gli uomini che indossavano cappelli a tuba.


[to be continued...]

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